Tuesday, June 06, 2006

I gramps

Li ho trovati come sempre in salotto, lui nella “sua” superpoltronona di pelle nera, prodigio della tecnologia estensibile e reclinabile, lei in una poltrona nera pure lei ma più modesta, con il cuscino rigido per il mal di schiena. E’ la visione tranquilla che accoglie ogni mio ritorno. Entro in casa, richiudo discretamente la porta e automaticamente mi volto verso il salotto: eccoli lì seduti, inconsapevoli della mia presenza. Mi ci vogliono spesso un paio di tonanti «bonjour» prima che alzino lo sguardo dal giornale per accogliermi con un «aaaah!» soddisfatto.
Une breve sosta per raccontare la mia giornata, poi via in camera « a lavorare », pretesto ipocrita dell’ adoladulta inemancipata che ho la disgrazia di essere diventata (o piuttosto rimasta).

Malgrado i loro 83 anni, sono degli sfegatati della tecnologia: in casa contiamo una media di 1,3 periodo computer per persona, senza contare le svariate macchine e videocamere digitali, lettori dvd e minisdisc ultimo grido, contapassi, umidificatori e agendine elettroniche. Il loro ultimo acquisto, un congelatore elettronico, ha la dote di fare beep quando lo si lascia aperto troppo a lungo. Il che è molto pratico, a meno di essere un po’ duri d’orecchio.

Quella sera non avevano sentito ne’ me, ne’ l’incessante beep proveniente dalla cucina. Il lamento perforante del frigorifero contrastava in maniera commovente con la loro pacatezza: potrebbe crollare giû la casa, scoppiare una bomba, eruttare (eruggere?) un vulcano e loro continuerebbero tranquillamente a leggere il giornale.

Corriamo in cucina a constatare i danni: ebbene sì, la gramps ha dimenticato di chiudere il congelatore! Le nostre reazioni divergono: io tiro un sospiro di sollievo, per una volta non sono stata io a fare casino. La gramps, spirito pratico, richiude la porta del congelatore e non ci pensa più. Ma il gramps, spirito oltremodo perfezionista, non si da’ pace, tanto più che il congelatore continua a fare a beep…

Anche la vita però continua, e il rituale riprende dove era stato interrotto: di ritorno in salotto, mi lancio nel resoconto delle giornata stravaccabbarbicata sulla poltrona come un calamaro su uno scoglio, mentre la gramps mi ascolta composta, il giornale posato sulle ginocchia. Le conversazioni grampsesche sono un momento privilegiato: loro mi prestano un orecchio indulgente e le loro perle di saggezza (che così spesso mi è capitato di riciclaree per gli amici in crisi), e io presto loro un po’ di sano casino. Si vede che quella sera le mie scorte di casino erano particolarmente abbondanti, perché la conversazione si è protratta piuttosto a lungo…

Non è stato che al momento di andare a dormire che mi sono resa conto dell’assenza del gramps. Meno loquace della gramps, la sua partecipazione alle conversazioni grampsesche è meno attiva (tranne che per l’occasionale formidabile perla di saggezza). Dato che si stanca anche più facilmente di lei, ci siamo dette che doveva essere già a letto.

Ma quando sono passata in cucina con un vago sentimento d’incredulità nel cuore, l’ho trovato lì, lungo lungo e appena un po’ ingobbito…da tre quarti d’ora, con le braccia ballonzolanti e l’angoscia in volto, se ne stava dritto davanti al maledetto congelatore che non aveva ancora smesso di fare beep.

2 Comments:

Anonymous Forked Tongue said...

How about a precis in English for your monoglot readers?

9:29 AM  
Blogger Shaman Dandulla said...

das ist eine gute Idee!

6:57 PM  

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