Tuesday, May 16, 2006

A tre voci

Era un afoso pomeriggio d’estate. Il signor G. comprò delle calze di lana. Ricominciamo. Era un afoso pomeriggio d’estate e il signor G. era ubriaco. Il signor G. comprò delle calze di lana, quindi non era estate. Era talmente sbronzo che si comprò delle calze di lana in estate. Infatti era inverno, e faceva un freddo cane.
Il signor G. era povero, poverissimo. Per questo si ubriacava sempre e poi faceva cose pazzesche. Mai avrebbe speso in whisky i soldi che aveva risparmiato per le calze. Tornando dal negozio, vide persino un elefante rosa. Tornando dal negozio il signor G. tremava dal freddo, ansioso di rientrare in casa. Ma non poteva: un elefante rosa gli bloccava la strada. Ma perchè rosa? Era ubriaco no?
Banalità! L’elefante rosa era un camion del circo a forma di elefante rosa, ma dentro c’era un elefante grigio, normalissimo. Morto, però. Zitto, tu! Lasciamo perdere l’elefante rosa.
Tornò a casa e guardò dalla finestra la neve scendere a fiocchi sulla città. Ma cosa sto dicendo?! Tornò a casa e aprì la seconda bottiglia di whisky della giornata. Ma cosa sto dicendo?! Tornò a casa e aprì la seconda bottiglia di whisky della giornata. Tornò a casa e guardò dalla finestra la neve scendere a fiocchi sulla città. Si sentì meglio. Si sentiva triste. Fine.
No, come fine? E l’elefante? Era ubriaco! No ma l’elefante? Allora continuiamo. Il signor G. rivide, come in un sogno, l’elefante. Quell’elefante era morto per colpa sua. Come per colpa sua? Non lasciarti sconcentrare!
Il signor G. era stato veterinario in un circo, ma aveva dato le dimissioni. Il signor G. aveva guardato «Dumbo» in TV. Forse era per quello che vedeva sempre elefanti, da ubriaco. Che bello, «Dumbo» è il mio cartone preferito! Ma di certo NON era il cartone preferito del signor G. Lui detestava il circo, gli animali e Walt Disney. Era stato suo padre, un fanatico di «Dumbo», che lo aveva costretto a studiare veterinaria esotica. Un momento...
Il signor G. adorava «Dumbo» e aveva sempre sognato di diventare veterinario. Ma non aveva potuto. Per questo beveva. Un mese prima, l’elefante del circo si era ammalato, ma il signor G. aveva rifiutato di curarlo. Quell’elefante gli stava antipatico. Un momento… E ora l’elefante era morto. Il suo sogno di bambino era morto. Ma che storia è questa?!
Una storia che ho inventato. La mia autobiografia. E tu chi sei?
Io sono il signor G., e sognavo di diventare veterinario esotico. Anche mio figlio si chiama signor G e l’ho costretto a studiare veterinaria. Però non bevo mica. Papà! Ma allora tu sei un mio personaggio! Papà! Figlio mio! E ora cosa fai nella vita? Volevo scrivere ma non ho avuto successo, penso che tornerò a lavorare nel circo. E tu? Volevo diventare veterinario ma non ho avuto successo. Allora faccio il mediatore nelle storie a tre voci. Però non bevo mica.
A-ha! E allora perchè il signor G. ha comprato le calze di lana, se non beveva? Era inverno, rompicoglioni! Ma papà… Estate! Figliuolo... Sì! No! Fine.
Papà...
Fine.
Figliuolo...
Fine.
Fine.
Fine.

2 Comments:

Anonymous birra, whisky e gin said...

Non riesco a capire questa storia perche' ieri ho bevuto. Fammi capire, l'elefante che cazzo ha bevuto?

6:07 PM  
Blogger Shaman Dandulla said...

Difficile a dirsi, bisognerebbe chiedere al signor G. (oppure al signor G). Ma secondo me l'elefante ha bevuto le calze di lana e ne e' conseguentemente deceduto.

3:50 PM  

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